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Moduli solari sotto pressione: cosa ci insegna l'esperienza sul campo riguardo alla rottura del vetro e alla durabilità 

  • 17 feb
  • Tempo di lettura: 3 min
Moduli solari sotto pressione: cosa ci insegna l'esperienza sul campo riguardo alla rottura del vetro e alla durabilità 

Con la continua crescita in scala e complessità degli impianti fotovoltaici, l'affidabilità a lungo termine dei moduli sta ricevendo una nuova attenzione. Negli ultimi anni, l'esperienza sul campo in diversi mercati ha evidenziato un numero crescente di casi in cui si verificano rotture del vetro senza evidenti impatti esterni. Se un tempo tali eventi erano considerati isolati, oggi stanno aprendo una discussione più ampia sulle scelte progettuali, sui materiali e sul controllo qualità nei moderni moduli solari. 

In BISOL, le prestazioni a lungo termine sono sempre state un criterio centrale di progettazione. Le osservazioni provenienti dal campo confermano perché questo focus stia diventando più importante che mai. 

 

La tendenza verso moduli più leggeri e più grandi 

Per soddisfare la crescente domanda globale e ridurre i costi di sistema, il settore si è progressivamente orientato verso moduli più grandi e potenti. Una conseguenza di questa tendenza è stata la riduzione del peso dei moduli, spesso ottenuta utilizzando vetro più sottile. 

Un peso inferiore può semplificare la logistica e ridurre i carichi strutturali. Tuttavia, il vetro rappresenta una parte significativa della resistenza meccanica di un modulo. Con la riduzione dello spessore del vetro, i moduli diventano più sensibili alle sollecitazioni meccaniche e termiche che subiscono durante il loro ciclo di vita, dalla produzione e dal trasporto fino all'installazione e al funzionamento a lungo termine. 

 

La fragilità spesso emerge col tempo 

Test indipendenti e feedback sul campo dimostrano sempre più che margini di sicurezza ridotti possono tradursi in una maggiore fragilità. Crepe o rotture possono a volte comparire poco dopo l’installazione, anche in assenza di condizioni meteorologiche estreme o impatti esterni. 

Questi guasti raramente sono immediati. Le microfessure, spesso invisibili durante le ispezioni standard, possono propagarsi gradualmente a causa di variazioni di temperatura, umidità o carichi meccanici. Nel tempo, ciò può portare a rotture improvvise del vetro, infiltrazioni d'acqua, guasti all'isolamento, ridotta disponibilità dell’impianto o, in alcuni casi, rischi per la sicurezza del personale. 

Dal punto di vista del progetto, tali guasti comportano perdite di produzione, costi di sostituzione, manodopera aggiuntiva e aumento del rischio operativo. 

 

I limiti dei test standard 

Gli attuali protocolli di certificazione sono progettati per garantire una robustezza di base in condizioni di laboratorio definite. Tuttavia, i moduli moderni, di grande formato e con materiali più sottili, sono esposti a una gamma più ampia di sollecitazioni combinate in ambienti reali. 

L'esperienza sul campo suggerisce che i test standard non sempre catturino gli effetti cumulati di trasporto, movimentazione, installazione, cicli termici ed esposizione a lungo termine. Questo ha portato a una crescente discussione nel settore sull’estensione delle sequenze di prova e dei controlli qualità, per riflettere meglio le condizioni operative reali. 

 

Perché il controllo qualità conta più che mai 

In questo contesto, affidarsi esclusivamente a certificazioni o dichiarazioni di garanzia non è più sufficiente. Sviluppatori, installatori e investitori riconoscono sempre più l'importanza di un rigoroso controllo qualità lungo tutta la catena di fornitura. 

 

Una gestione efficace del rischio include: 

  • approvvigionamento controllato dei materiali; 

  • processi di laminazione stabili; 

  • condizioni di produzione tracciabili; 

  • campionamento e ispezioni oltre i requisiti minimi; 

  • monitoraggio attento della logistica e della movimentazione. 

 

La qualità del vetro, in particolare, richiede una particolare attenzione, poiché piccoli difetti superficiali o una distribuzione non uniforme delle tensioni possono influenzarne significativamente la durata a lungo termine. 

 

L'approccio di BISOL alla durabilità 

In BISOL, la durata non è considerata una tendenza di mercato, ma una responsabilità ingegneristica. I nostri moduli sono progettati privilegiando robustezza meccanica, scelte conservative dei materiali e processi di produzione stabili, piuttosto che una riduzione aggressiva del peso. 

 

Questo approccio è supportato da: 

  • produzione europea con pieno controllo dei processi; 

  • test meccanici e ambientali approfonditi; 

  • architetture vetro-backsheet comprovate e con lunga esperienza sul campo; 

  • tracciabilità di materiali e lotti di produzione. 

 

Il risultato è un comportamento prevedibile a lungo termine in condizioni operative reali. 

 

Comportamento comprovato sul campo 

L’affidabilità a lungo termine si dimostra al meglio con l’esercizio, non con le ipotesi. Uno dei primi impianti fotovoltaici di BISOL, installato nel nostro sito produttivo in Slovenia, è in funzione ininterrottamente da oltre 20 anni. Misurazioni periodiche confermano livelli di degrado ben al di sotto delle ipotesi standard del settore, a testimonianza della stabilità dei materiali e delle scelte produttive rigorose. 

Tali referenze forniscono una preziosa garanzia per i progetti in cui prestazioni a lungo termine e gestione del rischio sono fattori critici. 

 

Scegliere la durata invece che le tendenze 

Selezionare un modulo fotovoltaico non significa seguire i trend costruttivi o ottenere riduzioni marginali dei costi. Significa comprendere come le decisioni progettuali influenzeranno il comportamento nel corso dei decenni. 

In un mercato in cui la redditività dei progetti dipende sempre più dall'affidabilità, la durata non è una caratteristica aggiuntiva. È un prerequisito. 

 

BISOL progetta moduli fotovoltaici che garantiscono prestazioni affidabili sul campo, non solo sulla carta. 

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