Cosa c’è dentro un prodotto per l’energia pulita?

Gli acquirenti professionali solitamente confrontano i moduli fotovoltaici in base alla potenza, al prezzo, alla garanzia e alla resa prevista. Questi fattori sono importanti, ma non rispondono a una domanda sempre più rilevante nelle decisioni di acquisto: quali materiali rimarranno sul tetto per i prossimi 25 o 30 anni e che cosa accadrà a questi materiali al termine della vita utile del prodotto?
Un modulo può produrre elettricità a basse emissioni di carbonio per decenni e, allo stesso tempo, contenere materiali che possono generare criticità evitabili durante la produzione o a fine vita. Un approccio sostenibile agli acquisti dovrebbe quindi valutare con la stessa attenzione sia il prodotto sia l’energia che esso produce.
La scelta dei materiali deve essere inclusa nelle specifiche
I PFAS costituiscono un’ampia famiglia di sostanze chimiche sintetiche apprezzate per la loro resistenza al calore, agli agenti atmosferici e alle sostanze chimiche. La loro persistenza nell’ambiente li ha tuttavia posti al centro di una crescente attenzione, sia dal punto di vista normativo sia nell’ambito delle politiche di acquisto in Europa.
I moduli fotovoltaici sono prodotti industriali progettati per durare a lungo. La loro composizione può influire sui requisiti della catena di approvvigionamento, sulle future verifiche di conformità e sulle possibilità di gestione a fine vita. Definire un modulo “green” semplicemente perché produce energia rinnovabile non è quindi sufficiente a rispondere a queste esigenze. La sostenibilità deve essere supportata da evidenze specifiche anche a livello di prodotto.
Tre documenti per rendere la sostenibilità verificabile e comparabile
Prima di approvare un modulo, è opportuno richiedere al fornitore tre specifiche tipologie di documentazione:
Dichiarazione PFAS. Il produttore conferma esplicitamente l’assenza di PFAS dalla famiglia di prodotti interessata?
Conformità REACH. Il prodotto è conforme ai requisiti europei applicabili in materia di sostanze chimiche?
Dichiarazione ambientale di prodotto (EPD). L’impatto ambientale del prodotto è stato documentato secondo una metodologia standardizzata e sottoposto a verifica indipendente?
Questi documenti rispondono a esigenze diverse. Una dichiarazione PFAS affronta una specifica questione relativa ai materiali. La conformità REACH riguarda gli obblighi in materia di sostanze chimiche. Una Dichiarazione Ambientale di Prodotto, o EPD, riporta gli impatti lungo il ciclo di vita; non afferma che un prodotto non abbia alcun impatto ambientale. Insieme, questi tre documenti trasformano generiche dichiarazioni di sostenibilità in evidenze concrete e utilizzabili all’interno della documentazione di acquisto o in un fascicolo di appalto.

Le evidenze devono far parte della documentazione di acquisto
Per i team addetti agli appalti o agli acquisti in genere, la disponibilità di questi documenti è importante tanto quanto il loro contenuto. Se un bando di gara, un finanziatore o un cliente aziendale richiede evidenze relative ai materiali e al ciclo di vita dopo che il modulo è stato selezionato, l’assenza della documentazione necessaria può rallentare il processo di approvazione o rendere necessaria una sostituzione del prodotto in una fase avanzata.
Richiedere queste informazioni prima della definizione delle specifiche permette di confrontare i criteri di sostenibilità in modo omogeneo e fornisce all’acquirente una documentazione solida a supporto delle ragioni che hanno portato all’approvazione del prodotto.
Come BISOL supporta questa verifica
BISOL dichiara che tutti i propri moduli fotovoltaici sono privi di PFAS e che tutti i propri prodotti sono conformi al regolamento REACH. L’azienda, inoltre, pubblica EPD verificate da enti terzi per specifiche famiglie di moduli, consentendo agli acquirenti di esaminare informazioni standardizzate sul ciclo di vita anziché affidarsi a una dichiarazione ambientale generica.
BISOL sviluppa e produce i propri moduli nell’Unione Europea. Ciò consente all’azienda di esercitare un controllo diretto sulla progettazione dei prodotti, sulla selezione dei fornitori e sulla produzione, creando un collegamento più chiaro tra i requisiti ambientali indicati nelle specifiche e la documentazione fornita con il prodotto.
L’energia pulita inizia prima della messa in servizio
Un chilowattora descrive ciò che un modulo produce. Non descrive tutto ciò che il modulo contiene.
La domanda più completa da porsi, in fase di acquisto, è quindi se il fornitore sia in grado di documentare entrambi gli aspetti.



